Forza di gravità. Alibi e tentazioni per prendere profitto.

Giugno 23 –

Vendere e portare a casa il profitto. Per gli investitori che hanno comprato Nasdaq, la tentazione è forte. E si sa, se le tentazioni sono forti, non è difficile costruirsi gli alibi per cedere a quelle tentazioni. Non è la prima volta che questo accade, come potete vedere dall’articolo sotto riportato.

Gli alibi per vendere sono sempre i medesimi: è incredibile come le motivazioni che venivano citate nel 2018 siano le stesse che potete leggere oggi. A dire il vero è, più o meno, dal 2012 che le state leggendo!

Un alibi nuovo è invece quello che potete leggere oggi su Bloomberg. Una litania sulla scarsa qualità del rialzo vista la concentrazione delle performance in pochi titoli

ingenerando il sillogismo, falso, che se a propellere il mercato è una «esagerazione palese», allora siamo di fronte ad un gigante dai piedi di argilla. Anche qua, parola di strategist.

Sicuramente, a questo punto, di alibi ne avete parecchi e tutti costruiti su basi talmente semplici da parere intuitivi:

  • Richiamo alla favola del pifferaio magico che ti insegna a non essere uno del gregge (vedasi citazione del Generale Patton);
  • Analisi che proviene da un’istituzione finanziaria riconosciuta e di successo (Bloomberg o Morgan Stanley);
  • Personaggi con tanti anni di esperienza (30 anni) e che sono strategist, ossia persone pagate per delineare il futuro, non per gestire il giorno per giorno;
  • Un grafico che parla da solo in quanto richiama una delle prime leggi scientifiche che impariamo, ossia quella della gravità. 

Non me ne voglia Andrew Harmstone ma, se vi faccio vedere cosa è successo dal 2018 ad oggi, è solo per ricordare che cercare un alibi molto spesso può essere un esercizio dannoso. In questo caso, un alibi che è costato il 20% all’anno dal 2018 ad oggi.

Nel mio personale percorso di crescita ho capito che il mio lavoro si sintetizza nel cercare di distinguere la ricerca degli alibi dall’analisi dei dati di fatto. Non è facile. Se non ho mai comprato Tesla (o Nasdaq) è più facile, più umano, cercare alibi che mi giustifichino (ma il price book di 40 no per favore!) che non analizzare le conseguenze sugli utili di Tesla del fenomeno della elettromobilità e capire che ho sbagliato a non comprarla.

Se vi preoccupa la scarsa partecipazione al rialzo dei titoli appartenenti ad un indice, ricordate che già in passato affrontammo l’argomento ( maggio 2021) e abbiamo visto che è un fenomeno assolutamente normale.

Quella conclusione era il risultato di un’analisi statistica basata sul passato, ma ve la proposi perché, a mio avviso, non faceva che avvalorare una regola generale più ampia. Era l’ennesima conferma di come si evolve un sistema capitalistico che funziona bene.

E sempre Marx, ci indicava che Tesla o Nvidia sarebbero state la naturale evoluzione del capitalismo. «L’unione del lavoro con le scienze naturali» … Quale miglior definizione, coniata 200 anni fa, per descrivere cosa è l’intelligenza artificiale.

I F.A.N.G. Nvidia, Tesla, Palantir non sono aberrazioni finanziarie, frutto del disallineamento dell’economia finanziaria rispetto a quella reale. Sono la normale evoluzione del sistema capitalistico. Il mercato globale, la simbiosi, l’iterazione continua e sempre più naturale tra uomo macchina spiegano questo grafico e ci fanno intuire la sua futura evoluzione. (tenete a mente i colori, ci torneremo).

Nel grafico in bianco l’andamento dei ricavi dei titoli FANG (con base di partenza 100 il giugno 2012); in giallo la crescita del PIL nominale statunitense; in verde quella del PIL area euro

Guardare il grafico di Nvidia senza avere presente che da qua al 2025 la società prevede di raddoppiare ricavi e margini e limitarsi a guardare il 2025 senza pensare che quei 50 mld di ricavi nulla sono rispetto allo sviluppo possibile indicato sopra. Questi sono gli errori che non dobbiamo fare.

Guardare i multipli con «l’occhio rivolto indietro». Questo è l’errore che dobbiamo evitare. In questo grafico lo vedete chiaramente. In Giallo il prezzo/utili di Nvidia sulla base degli utili attuali, in bianco quello basato sugli utili attesi nei 3 anni successivi. Nel 2018 chi guardava avanti ha quadruplicato. Chi guardava indietro ha perso.

La stessa cosa vale per il Nasdaq, guardare avanti e non indietro. La stessa cosa vale per Tesla. Guardare avanti, non indietro. I 125 mld di ricavi attesi vi sembrano elevati? Avete paura del calo dei prezzi e dell’impatto sui margini?

Per capire se queste paure sono fondate o meno non bisogna guardare nel passato ma immaginare un assaggio di futuro. Le vendite di Tesla stanno seguendo la curva di adozione (logistica o S-curve) che ci dice che nel 2027 le vendite trimestrali saranno nell’ordine di 1,8 mln di veicoli

Come avevamo già mostrato nei mesi scorsi, la curva dei costi invece, desunta dai dati trimestrali di Tesla indica che il costo medio di produzione potrebbe scendere sotto i 20.000 dollari. Tesla sta applicando alla lettera la missione del capitale secondo Marx : «produrre sempre di più ad un prezzo sempre più basso»

Ed ecco il miracolo del capitalismo, quello fatto di innovazione, visione, focus sulla mission e sulla strategia, quello che guarda la mondo come mercato. Nel 2027 malgrado un ricavo unitario base di 28.000 dollari la società avrà un EBITDA trimestrale di 18 mld di dollari ossia pari a quello dell’anno appena trascorso. Solo questo giustifica una quotazione di 1 trilione di dollari.

Che sapore ha un assaggio di futuro?
Eccolo in questo video.

5 minuti di video sono troppi?

Ecco perché dal futuro arriva un software che vi riassume il video che non avete visto e che vedrete con calma. Il futuro sono io che parlo con un software e gli chiedo se mi può riassumere il video che non ho visto.

Il futuro è una macchina che mi risponde e che già oggi ha abbreviato di molti minuti la stesura di questo report. Avete letto? Tra i 10 e i 20 miliardi di unità. Supponete per un momento Tesla abbia tra il 20% ed il 10% di quota di mercato e supponete che costi/ricavi siano quelli del 2027 del settore auto.

La parte «androidi» di Tesla potrebbe valere da sola 1.217 mld di dollari supponendo che il tutto accada tra 50 anni, molto di più se accadrà prima.

Costo unitario androide 21.000 dollari
Prezzo di vendita androide 28,000 dollari
Stock di pertinenza Tesla 2 mld di unità Impatto sulla valutazione di Tesla 2 mld * 7000 dollari = 14.000 mld di dollari
Tempo di realizzazione 50 anni
Tasso di sconto annuo 5%
Montante 11,5 volte
Valore attuale 1.217 mld di dollari

Se avessimo tempo potrei continuare per ore a fornire assaggi di futuro perché, come dice Tony Seba, il futuro non è il presente modificato ma qualcosa di completamente nuovo. Esattamente come la Farfalla non è un bruco con le ali.
Nuovi bisogni, nuovi servizi, nuove abitudini, nuove concezioni di spazio e di tempo.

Assaggi di futuro con le sue incertezze e rischi o l’abbraccio del passato con le sue certezze e le sue regole consolidate. Qua la scelta è vostra. Se guardate al futuro, concentratevi sulla componente ciclica del Nasdaq, comprate tutte le volte che la componente ciclica del Nasdaq sconta un calo delle vendite importante e tutte le volte in cui la linea arancio è sotto la blu e vendete solo nei rari, rarissimi momenti in cui è sopra.

Se siete amanti del passato, delle sue certezze, del Price/book, siete ammiratori di Newton e della forza di gravità, siete ammiratori dei «value investor» alla Buffet o alla Grantham, allora dovrete guardare la componente di trend del Nasdaq e probabilmente state aspettando che la quotazione torni sulla linea rossa (7000 punti) per valutare qualche acquisto.

La linea rossa è l’interpolante della funzione valore indice/ vendite ipotizzando che i dati validi per costruirla siano solo quelli che arrivano fino al 2012. Aspettare la linea rossa significa aspettare che la linea blu del grafico visto sopra, da tenere a mente, scenda. Significa scommettere contro il capitalismo.

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Questo articolo ha 3 commenti

  1. Luca Reami

    Ciao Gianluca, ti risparmio i complimenti per l’originalità dei tuoi ragionamenti e ti sottopongo un dubbio.
    Sempre nell’ottica della lettura del futuro, non ti sembra che la tendenza che tu descrivi, nella logica della progressività del capitalismo e quindi della crescita di questi gigantesche corporation, porti con sé una concentrazione di potere ancora più grande si quella che vediamo già oggi?
    La capacità di certe figure di porsi al di sopra e direi quasi alla guida della politica è abbastanza evidente. Io credo che questo fatto non sia negativo in assoluto, perché la visione non è da tutti, ma forse c’è un limite che sarebbe meglio non superare.
    Forse è sempre stato così, senza che fosse così evidente: non so chi sostenesse che l’unico nemico del capitalismo è il capitalismo stesso.
    So che ti sto portando un po’ fuori dal tuo campo, ma non poi così tanto. Ciao.

    1. komorebiinvest

      Ciao Luca, sicuramente la concentrazione di potere è nei fatti ma, credo, anche ineluttabile così come esiste il rischio che tale concentrazione possa porsi al di sopra o al pari di quella politica che deve controllarlo.
      Ecco perché bisogna favorire un sistema dove la proprietà di queste multinazionali sia “diffusa”:
      privati investitori, Fondi comuni, Fondi pensione, investitori istituzionali devono detenere la quasi totalità del capitale.
      Un piccolo primo passo per andare in questa direzione?
      Superare il sistema delle Holding di controllo.

  2. Marco

    Ciao Gianluca,
    hai delineato la strada maestra.
    Il povero consulente finanziario, nel campo di battaglia, deve considerare anche gli umori dei clienti sempre meno avvezzi al famoso medio lungo termine. La psicologia sta invadendo molti settori purtroppo.
    Grazie e buon lavoro!

    Marco

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