Outlook 2024 – Un altro passo verso il futuro

Incredibile.

Il 2023 è l’anno in cui abbiamo visto l’arrivo di OpenAI che segna l’entrata dell’uomo nell’era dell’intelligenza artificiale; è l’anno in cui abbiamo assistito al successo del lancio di Starship ossia il più grande e ambizioso progetto tecnologico (dalla conquista della Luna) che porterà l’uomo su Marte. Il 2023 è l’anno del trionfo della tecnologia, eppure era partito sotto i seguenti auspici 

Ma non è stata l’unica previsione palesemente errata.

Come non ricordare il madornale errore di macroeconomia commesso da Blackrock?

E’ vero, il nostro lavoro non è una scienza esatta, ma è difficile assistere ad errori così macroscopici, ecco perché, quando li vediamo, dobbiamo ricordarli e farne tesoro.

Sono utili perché è proprio l’ampiezza dell’errore la scintilla che accende il dubbio sul fatto che la «teoria», che quelle previsioni aveva generato, sia sbagliata.

  • Ecco allora il primo elemento positivo da sottolineare: il dubbio si è insinuato tra gli investitori come dimostrano le previsioni 2024, che Reuters etichetta come molto frammentate.

Il dubbio di cui parliamo è quello che fa vacillare le certezze del 2023 che, vi ricordo, erano: «rialzo tassi=recessione», «higher for longer until something breaks», «la curva dell’offerta post Covid è cambiata» (fine globalizzazione, dell’egemonia del dollaro, dell’età dell’abbondanza). Ora sappiamo che questi falsi assiomi non dovranno influenzare le nostre scelte di asset allocation.

  • Il secondo elemento positivo è che le nostre previsioni 2023 erano qualitativamente corrette quindi, anche nel 2024 seguiremo il medesimo spartito, che ci pare bene interpreti quello sta avvenendo nell’economia reale

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Partiamo allora con le previsioni 2024.

Negli Usa non ci sarà recessione nemmeno nel 2024.

Come detto in passato, non abbiamo, nell’economia, degli eccessi da correggere e ci aspettiamo che la crescita economica sia trainata dalla diffusione del benessere (identificato in questo grafico dalla linea blu “reddito mediano reale delle famiglie” e la sua proxy “salario mediano orario“, linea verde) ad ampi strati delle famiglie Usa.

I consumi privati saranno anche nel 2024 il motore della crescita.

Gli investimenti fissi non residenziali, secondo noi, avranno una dinamica simile a quella del periodo 1990-2000 o 2010-2020. Questo aggiungerà sì benzina alla crescita, ma al contempo segnerà un deciso aumento della produttività e dell’output potenziale, permettendo un deciso spostamento verso destra della curva di offerta aggregata.  Crescita non inflattiva.

Proprio la dinamica della curva dell’offerta, i cui effetti sono già ben visibili nell’andamento del costo del lavoro per unità di prodotto e, di riflesso, sul tasso di inflazione, permetterà alla FED di porsi via via obiettivi di allentamento delle condizioni finanziarie, spiazzando completamente chi oggi ritiene che il «pivoting» di Powell di Dicembre sia stato avventato e prematuro.

L’allentamento non riguarderà solo i tassi di interesse ma, (questa potrebbe essere una sorpresa del 2024) anche il programma di Quantitative Tightening. L’eccesso di liquidità post Covid (linea blu del grafico: Total Assets Fed) è già stato assorbito dall’economia sotto la forma Merci/Servizi (linea rossa del grafico: Totale incremento Pil reale).

La FED, già oggi, avrebbe lo spazio per rallentare o sospendere il QT e, questo, malgrado le condizioni di liquidità non siano affatto restrittive.

Chi usa il grafico sotto per dire che c’è ancora troppa liquidità nel sistema, sottovaluta il fatto che  l’economia Usa, in 2 anni, sia stata capace di riassorbire la metà di tutta la liquidità creata dal 2008 e che metà di questa riduzione sia avvenuta grazie alla crescita economica reale. Questo permette alla FED la massima elasticità nella gestione del programma di QT. In presenza di una crescita economica molto forte, non inflattiva perché trainata dalla produttività, potrebbe anche sospenderlo.

Ecco perché ci aspettiamo, per il 2024, una crescita degli utili dell’insieme delle società americane tra il 10% ed il 15%, a seconda della dinamica della produttività, con un’inflazione,  come detto, in calo (ecco perché anche per il 2024 punteremo, per i bonds, sulle scadenze lunghe statunitensi e sui tassi nominali rispetto agli inflation linked bonds statunitensi).

In considerazione del fatto, molto spesso ignorato dagli investitori, che l’andamento degli utili del Nasdaq e di S&P500 NON è simile a quello del complesso dell’economia ma, presenta un moltiplicatore mediamente pari a 2,5 nel primo caso e 1,5 nel secondo caso (e i motivi sono quelli che abbiamo sempre sottolineato: in questa nuova fase del capitalismo, «winners take all» e «grande vince su piccolo»), ci aspettiamo:


Utili S&P500 in crescita tra il 15% ed il 20%;  Utili Nasdaq 100 in crescita tra il 30% ed il 40%.

Supponendo una contrazione dei multipli a metà del canale ricaviamo i seguenti target price per il 2024:


   S&P500          5050 punti
   Nasdaq 100   19500 punti

Per il Russell 2000, la cui crescita degli utili rimane in linea con quella dell’economia Usa, ci aspettiamo un Target price di 2070 punti.

Per l’Europa, rappresentata dall’indice Dax, ci aspettiamo che la dinamica degli utili si ricongiunga a quella della produttività, a meno che non permanga quell’inflazione da profitti tipica del capitalismo europeo (ecco perché come Hedging dello short azionario Europa raccomandiamo un long titoli legati all’inflazione ed uno short dei tassi nominali). Ci aspettiamo quindi un calo degli utili del 20%

Il calo degli utili impatterebbe su un mercato già ai massimi livelli valutativi degli ultimi 12 anni. Il target price del Dax è quindi, per noi, in area 13000 punti.

In questo contesto continuiamo a prevedere un rafforzamento del Dollaro rispetto all’Euro.

Durante il 2024 la produttività sarà la principale variabile da monitorare per aggiornare i target price di tutti i mercati azionari.

In secondo piano, come rilevanza, l’andamento delle commodities (che prevediamo stabile) o i fattori geopolitici.

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