L’importanza di cambiare prospettiva. Cercare le risposte nel mondo reale.

E’ bastata una domanda, posta da un analista durante la conference call, al CFO di Super Micro Computer per capire quale sia l’ostacolo più importante da superare per massimizzare il rendimento dei propri investimenti. Il vero rischio non deriva dall’interpretazione dei dati economici, dal livello delle valutazioni, dall’andamento dell’inflazione. Il vero rischio risiede nella forma mentis dell’investitore, sempre in bilico tra la frenesia del cercare continuamente “qualche cosa di nuovo”, il nuovo «titolo vincente» e la sua antitesi, ossia il momento in cui ci sarà la riscossa dei perdenti. Il tutto basato sull’atavico pensiero che solo un bottom sia meritevole di essere comprato.

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Questa domanda mi ha fatto capire che provare a cambiare la forma mentis, come ho fatto nei tre report precedenti, confutando grafici come i tre sotto esposti o, quanto meno, confutando la lettura immediata che propongono, potrebbe essere un esercizio inutile.

L’unico modo, di usare quei grafici, è quello di utilizzarli non per avere risposte, ma per costringerci a farci domande e cercare nel mondo reale le risposte a quelle domande.

grafico 2

In questo report cercherò, quindi, di mostrarvi che concetti come «frenesia», «bottom», «top», «presa di profitto», «rotazione settoriale», «emerging market» sono costrutti della finanza. L’economia reale è altro.

Ripartire dall’economia reale, per individuare quello che fanno le imprese vincenti, è il miglior modo per decidere come investire.

Immergiamoci allora nel mondo reale e facciamolo scoprendo di cosa parlano i CEO delle società in cui investiamo.

grafico 3

Energia, cloud, costi, sostenibilità ma, soprattutto, AI, AI ed ancora AI. Questi sono gli argomenti ricorrenti nelle 4.000 conference call di società statunitensi del quarto trimestre 2023 e primo trimestre 2024. E proprio questa nuova dimensione del capitalismo è alla base di un altro fenomeno, l’esplosione degli investimenti

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Mentre il meccanismo del risparmio gestito, di cui tutti facciamo parte, ci porta a dibattere su «Value» o «Growth», versione moderna di «essere o non essere», i campioni del capitalismo (Google, Amazon, Meta, Microsoft) ci dicono che siamo solo «in the early beginning of AI». Siamo solo all’inizio di un fenomeno che riguarda l’intera economia.

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E che toccherà tutti i settori merceologici, decretando i vincenti ed i perdenti

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Un altro spunto interessante che emerge ascoltando le conference call delle società statunitensi è la conferma che a guidare il processo di trasformazione saranno le megacap. La conseguenza che dobbiamo trarne è che continuerà a valere il principio che «winners take all»

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Concetto, quello del «winners take all», che nasce dall’economia reale e che è l’esatto opposto dei costrutti mentali che risiedono solo nell’Elysium della finanza (quali Mean Reverting, P/E etc etc). Se non credete a me, date credito all’amministratore di una delle più grandi società al mondo.

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Altra notizia interessante proveniente dall’economia reale è che la natura deflazionistica del capitalismo negli Usa non solo continua a funzionare, ma segue un circolo virtuoso: gli investimenti trovano la loro linfa non nel credito ma nel cash flow, anche attraverso quelle riduzioni di costi e quell’aumento di margini che essi stessi sono stati in grado di generare.

grafico 9

In altre parole, queste «cost reduction initiatives» non hanno nulla in comune con iniziative messe in atto da società in crisi di fatturato e di utili, e a cui noi in Italia (Europa) siamo spesso abituati. Queste sono iniziative di crescita, di quel circolo virtuoso di cui parlavamo prima, ossia produrre di più, consumando meno.

grafico 10

Il grafico che segue (numero 11), di due società operanti in uno dei settori chiave delle economie mondiali, non solo riassume e spiega in maniera esaustiva quanto evidenziato precedentemente dal grafico 9 e dal grafico 10,

grafico 11

ma ci ricorda che le imprese vincenti sono quelle che sposano e fanno propri concetti come «affordability» e «value proposition», sono le imprese che inseriscono il loro scopo particolare (profitto) in un progetto più ampio di sostenibilità e benessere collettivo, quelle che saranno vincenti. Altro che «value, rotazione e mean reverting».

grafico 12

L’avvento dell’AI segna, tra l’altro, l’improrogabile necessità, da parte di tutte le economie che saranno coinvolte in questa transizione, di disporre di enormi quantità di energia

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e questo è interessante non solo, o non tanto, in quanto identifica nell’immediato alcuni settori beneficiari di questa necessità (ad esempio quello delle infrastrutture legate alla produzione e distribuzione di elettricità).

grafico 14

Ma perché, in una sorta di corrispondenza biunivoca, sancirà il definitivo e veloce passaggio alle energie rinnovabili quale forma dominante di generazione di energia e all’elettricità come modalità dominante di fruizione (passaggio che fino ad oggi essendo solo legato alla flotta di veicoli elettrici andava più a rilento). La superiorità dell’elettricità come forma di energia è conseguenza della maggior economicità, efficienza e velocità di implementazione e last but non least dal suo bassissimo impatto ambientale.

grafico 15

In Usa, nel 2024, il 99% dei nuovi impianti di generazione di energia elettrica allacciati alla rete sono rinnovabili.

grafico 16

Non dobbiamo essere ingannati da quello che vediamo nel nostro paese (il più in ritardo in Europa in termini di innovazione e rinnovamento). Quello che emerge da quanto scritto sopra, avrà come riflesso, anche qua con una relazione biunivoca, il definitivo passaggio alla mobilità elettrica, che grazie all’Ai sarà anche autonoma.

Il grafico precedente ci ricorda che, tra uno sciopero dei tassisti e l’altro, la guida autonoma potrebbe essere realtà nel giro di pochi anni perché, quello che noi chiamiamo AI, è già oggi in grado di espletare una serie di funzioni meglio di quanto possa fare un uomo.

grafico 18

Ecco perché, sempre «l’economia reale», ci segnala che il 70% dei lavori ripetitivi potrebbe, nel giro di pochi anni, non essere più svolto da un uomo ma da una macchina o da un software o da un binomio delle due cose.

grafico 18

Ecco perché oggi, piuttosto che a serie storiche di P/E e di utili normalizzati, credo sia meglio affidarci alle sensazioni che ci trasmette il mondo reale, quel mondo reale dove si scommette che nel 2027 avremo il primo umanoide in commercio.

grafico 19

E che nel 2031 potremmo iniziare a chiudere le facoltà di medicina ed assistere ad un declino strutturale dei costi ospedalieri

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E così, dopo questa disamina che aveva lo scopo di dare un mero assaggio di quello che avviene nel mondo reale, mentre noi salviamo i nostri modelli Excel, possiamo meglio comprendere il perché della risposta alla domanda che ha segnato l’inizio di questo report

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